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30 giugno 2016

CENTRO DE DETENCION MADAME ROCIO 7/2 - TRATTAMENTI SPECIALI

Trattamenti speciali
Madame si permette una bella siesta, perfette queste usanze ispaniche. Prima di tornare alla sua pony Madame rilegge una mail firmata da “Aunt Lucy”. Questa mail contiene la richiesta di un VIP per una conversazione telefonica con Fatty.
Nella trottata pomeridiana Fatty è svogliata,. Saranno il caldo o la sete, ma non riesce a mantenere la dovuta velocità. Tanto che Madame esasperata inizia a schiaffeggiarle le tette. Per Madame, lesbica convinta è una folgorazione, colpire quegli enormi globi, sculacciare le enormi chiappe in cui la mano sembra penetrare senza fine. Madame è colta da una piacevole eccitazione: si, questa grassona merita speciali cure. Al rientro a Fatty viene permesso di bere, privilegio non da poco. Caccia la testa nell’abbeveratoio e beve, proprio come un perfetto pony.
Ed è proprio allora che una Sorvegliante comunica a Fatty che tra un ora c’è uno speciale appuntamento telefonico. Fatty mal dissimula un sobbalzo di gioia: finalmente il suo amico VIP è intervenuto. La detenuta gongola, è certa che tutti i suoi guai stanno per terminare, essere amica molto intima di un politico è sempre un gran vantaggio. Fatty medita addirittura vendette su Madame Rocio, se appena ne avrà la possibilità soffocherà quella stronza aguzzina sedendosi sulla sua faccia. Ed addirittura Fatty fa alcune mosse della “danza del tacchino”, mentre la sorvegliante la porta nello studio di Madame, dove si terrà la conversazione telefonica. Fatty entra con un malcelato sorriso di dileggio sulla faccia per la “stupida puttana bianca”, nome con cui, tra sé e sé osa chiamare Madame.
Un rapido squille e Madame risponde, poi le passa l’apparecchio. Ma Fatty sta per restare delusa: la voce al telefono è inequivocabilmente femminile. “Ehi Fatty, ti ricordi di me?” No Fatty non riconosce proprio quella voce, ed ancora: “Fatty, sono la Giudice, quella che hai osato chiamare vecchia stronza, quella che hai osato minacciare di schiacciare a morte con il tuo peso.
Mi sembri sorpresa, Fatty di sentire la mia voce. Forse ti aspettavi di sentire il Ministro XXXXX? Beh, se lo aspettavi, sappi che, dopo che ha tentato di annullare la tua condanna, gli ho spedito quelli del Tesoro. Sapessi quante irregolarità e reati hanno scoperto! E così il tuo amico XXXXX è momentaneamente in galera, ci resterà per 30 anni buoni. Ora, Fatty, veniamo a noi, devo annunciarti una cosa: Madame Rocio, mia buona amica ed efficiente Direttrice del migliore carcere Off-shore, si presterà a spiegarti che non si deve mai mancare di rispetto ad una persona anziana, ed in particolare alla propria Giudice. Credevi forse di potermi insultare impunemente, visto che stavi per essere deportata? Ti sbagliavi, oh se ti sbagliavi”. Fatti cerca di farfugliare qualcosa ma Madame Rocio ha già ripreso il telefono e prosegue una fitta conversazione. Due Sorveglianti accompagnano fuori la detenuta, la prima fermata è l’infermeria. Una infermiera pratica a Fatty un primo clistere da un litro. Se queste sono le punizioni “speciali”, niente di cui preoccuparsi, si dice Fatty. Ad evacuazione avvenuta, l’Infermiera, non soddisfatta del risultato pratica alla detenuta un secondo clistere, con abbondante sapone. Questa volta da due litri. Ora, visto il pancione di Fatty ci vorrebbe ben altro per farla preoccupare. Ma, una volta che si è scaricata Fatty scopre che le Sorveglianti hanno pazientemente aspettato, non è un buon segno, la aspetta dell’altro.
Ora la detenuta che viene accompagnata nel budoir privato di Madame. Qui giunte le Sorveglianti spogliano Fatty. Ai polsi vengono allacciate spesse polsiere di cuoio rinforzato con acciaio. Le polsiere allacciate dietro la schiena. Il cavetto di acciaio di un piccolo argano sollevatore elettrico viene attaccato alle polsiere di Fatty. Le viene anche messa una sbarra che collega le caviglie, tenendole allargate tra di loro. Le Sorveglianti lasciano così Fatty: in piedi ma resa completamente inerme, poi, in base agli ordini ricevuti, se ne vanno.
Fatty viene lasciata lì legata ed impotente per una buona ora, a chiedersi che cosa le stia per succedere. La disillusione, nel sentire le parole della Giudice, è stata grande. Non solo, ora Fatty è veramente preoccupata, cosa si saranno dette Madame e la Giudice, che castighi la attendono, a cosa servivano i due clisteri?
Non meravigli l’ora di attesa, Madame Rocio, da buona psicologa, sa benissimo che l’attesa di una spietata punizione fa male quanto, se non di più, della punizione stessa.
Improvvisamente si sente un rumore di tacchi avvicinarsi, sta per arrivare Madame Rocio! Madame guarda a lungo, senza parlare, il sovrabbondante corpo di Fatty. Poi: “Bene, mia cara, come avrai capito io faccio sul serio. Ora vedi di eseguire tutti i miei ordini, se non vuoi che la tua situazione peggiori ancora di più. Madame si avvicina ad un attaccapanni, ed inizia a togliersi la mise di cuoio bianco. Al di sotto appare della raffinatissima biancheria intima. Ora Madame si toglie anche le mutande. Fatty segue muta la scena. Da un capace cassetto Madame ha preso uno strano oggetto, di plastica morbidissima, fornito di larghe comode cinghie. Madame indossa con facilità questa strana mutanda. Ora Madame prende una scatola in cui trovano alloggio numerosi strani oggetti, alcuni falliformi, altri bitorzoluti ed infine tre costituiti da sfere di diametro crescente, unite tra loro, come fossero alberi di natale. La sfera più grossa, in assoluto, è grossa come una boccia, un diametro incredibile. Madame prende la minore delle appendici falliformi e la avvita saldamente alla propria mutanda. Pare che Madame Rocio abbia un pene in erezione, e di buone dimensioni!
Madame si avvicina a Fatty ed inizia ad accarezzare a piene mani le poppe e le natiche che la hanno incantata. Mia cara, ti chiederai che cosa io abbia indossato: è una mutanda di gomma che sostiene un doppio fallo: uno è al mio interno, l’altro, che può essere cambiato con varie misure, è destinato al tuo culetto. Fatty resta di sale, mai si sarebbe immaginata in quella situazione. Ed ora Madame Rocio prende un largo contenitore da cui preleva abbondante pomata lubrificante di colore arancio. La spalma sul pene destinato a Fatty. Mentre la guarda con sguardo assatanato. Fatty inizia ad agitarsi, ma ora Madame Rocio aziona l’argano, sollevando all’indietro i polsi di Fatty, costringendola così a piegarsi in avanti. L’argano non si ferma, torcendo dolorosamente le spalle di Fatty e costringendola a stare sulle punte. Madame sa benissimo che, data la mole di Fatty, non è possibile sollevarla in questo modo senza gravi danni, peccato, era uno dei metodi preferiti dall’inquisizione. Ma il messaggio è arrivato a Fatty che si lamenta del dolore a gran voce e promette che se Madame rilascia solo un pochino la corda, starà buona. E così Fatty può appoggiare le piante dei piedi a terra. Ma ora Madame passa a lubrificare il buchetto di Fatty che, ricordiamolo, è comunque piegata in avanti e con le caviglie ben allargate. Ed ora Fatty sente il pene di plastica premere sul suo sfintere. La reazione è quella di stringere disperatamente. Ma la cosa fa arrabbiare Madame che prende nuovamente il comando dell’argano. Le braccia di Fatty vengono nuovamente messe in tensione. Il messaggio viene ricevuto e la detenuta rilassa un po’ lo sfintere. L’intrusione è umiliante e dolorosa. Ben presto Fatty sente un terribile bruciore che aumenta costantemente. Se andassimo a vedere la provenienza della pomata arancione spalmata sul fallo, che viola il culone di Fatty, scopriremmo che è costituita da un ottimo lubrificante per usi medici, mescolato ad una buona percentuale di peperoncino in polvere! Ha ragione la povera Fatty di strillare!
Per fortuna Madame Rocio impiega per “sverginare” il buchetto un fallo lineare, per di più di piccolo diametro. Se Fatty soffre così già con questo non riesco ad immaginare cosa le succederà con gli “alberi di natale”, dove lo sfintere viene stirato e rilassato a dismisura, da ognuna delle sfere di dimensioni crescenti.
Ora guardiamo la detenuta, come ricordate è lì piegata in avanti. Piange come un vitello e non ha alcuna possibilità di ripulirsi, cola lacrime e “moccio”, insomma è ridotta proprio “una vera chiavica”. Ma il suo martirio odierno è solo all’inizio, Madame ha apprezzato moltissimo le vibrazioni trasmesse dallo sfintere violato di Fatty, decide così di proseguire nella dilatazione, usando un fallo di maggiori proporzioni. Nuova spalmata di abbondante lubrificante al peperoncino. A Fatty viene lasciato un quarto d’ora per riprendersi, finalmente può stare eretta, sia pur sempre con le mani bloccate dietro la schiena. Madame passa una spugna umida sul viso, ripulendola un po’. “Ti avevano descritta come una dura, invece ti stai dimostrando un budino”, scherza Madame con la sua vittima. Niente viene invece fatto per lenire e ripulire il povero buchetto della detenuta.
E gli strilli di Fatty alla successiva introduzione sono definibili come “strilli di una gallina spennata viva”. Ma anche stavolta il supplizio deve durare fino a che Madame Rocio non ha goduto a dovere dei tremiti e movimenti trasmessi dal sistema del doppio pene di gomma.
Solo allora Madame fa portare dell’acqua in cui galleggiano dei pezzi di ghiaccio e permette a Fatty di praticarsi un buon bidet riparatore. E Fatty si sente dare l’appuntamento per tutti i giorni della settimana seguente. Come hai visto, mia cara, abbiamo ancora molte cose da fare, è la frase di Madame Rocio.
E’ una Fatty distrutta e scontrosa, quella che verrà riportata in mezzo alle altre. Per la vergogna non vorrà confessare alla proprie complici di “essere stata inc…. dalla direttrice”
(7/2- continua)

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